Il ruolo dell’alcol nella violenza domestica

Il 4 dicembre si è tenuto un webinar internazionale, dal titolo “A discussion on the role of men’s drinking in domestic violence”, organizzato da Alcohol Action Ireland (AAI) per celebrare la campagna internazionale delle Nazioni Unite contro la violenza di genere. Durante il webinar, le relatrici principali, Anne-Marie Laslett e Ingrid M. Wilson, hanno presentato il loro articolo che consisteva in una revisione scientifica della letteratura attuale riguardo i danni diretti e indiretti legati al consumo di alcol da parte degli uomini.
Particolare attenzione è stata rivolta agli effetti della violenza domestica sulle donne e su bambini e bambine, evidenziando come l’esposizione a contesti familiari caratterizzati da violenza e consumo di alcol rappresenti un fattore di rischio significativo per il benessere psicologico e lo sviluppo emotivo dei minori. Bambini e bambine possono infatti essere colpiti non solo in modo diretto, ma anche attraverso l’osservazione di episodi di aggressività, o la percezione di tensione e paura all’interno dell’ambiente domestico.
Laslett e Wilson hanno evidenziato come tali esperienze possano avere conseguenze a breve e lungo termine, tra cui difficoltà nella regolazione emotiva, problemi comportamentali, sintomi ansioso-depressivi e un aumento del rischio di riprodurre, in età adulta, modelli relazionali disfunzionali. Per di più, è emerso come il consumo di alcol da parte degli uomini possa contribuire a creare un clima di imprevedibilità e insicurezza, che può amplificare l’impatto traumatico della violenza e rendere più complessa la messa in atto di strategie di protezione e di supporto per donne e bambini/e.
Questa revisione della letteratura scientifica internazionale ha permesso di integrare dati provenienti da diversi contesti culturali e sociali, offrendo una visione ampia e basata su evidenze empiriche. Tutto ciò ha messo infatti in luce la necessità di considerare la violenza domestica non solo come un problema individuale o relazionale, ma come una questione di salute pubblica che richiede interventi multilivello, capaci di tenere conto sia delle dinamiche familiari sia dei fattori sociali e strutturali coinvolti. Infatti, un ulteriore aspetto rilevante emerso dal webinar riguarda proprio il ruolo delle politiche sull’alcol e i limiti dell’approccio attualmente predominante; la review sottolinea come, ad oggi, molte politiche pubbliche in materia di alcol si concentrino principalmente sulla riduzione dei danni diretti associati al consumo, ovvero quelli che colpiscono direttamente la persona che fa uso di alcol. Esempi di questo approccio sono i cosiddetti “best buys”, interventi evidence-based raccomandati a livello internazionale, come l’aumento dei prezzi, la limitazione della disponibilità e la regolamentazione della pubblicità. Tuttavia, le relatrici hanno messo in luce come gli effetti di tali politiche sui danni indiretti, in particolare quelli subiti da donne e bambini all’interno dei contesti familiari, risultino ad oggi meno studiati e meno considerati nella letteratura scientifica e nel dibattito politico. In generale, la ricerca ha mostrato uno scarso interesse nell’analizzare come le norme sociali, i ruoli di genere e le dinamiche di potere contribuiscano ad aggravare le conseguenze del consumo di alcol sugli altri membri della famiglia, soprattutto in relazione alla violenza domestica.
Proprio a partire da questa lacuna, la review presentata nel webinar propone la necessità di ampliare lo sguardo oltre l’individuo, promuovendo interventi comunitari evidence-based capaci di integrare la prevenzione del consumo problematico di alcol con il contrasto alla violenza di genere.
Dal mio punto di vista, in qualità di tirocinante in formazione e futura psicologa, la partecipazione a questo webinar ha rappresentato un’esperienza particolarmente stimolante e formativa, sia per i contenuti che per la modalità di presentazione. L’utilizzo di un linguaggio accessibile e la chiarezza con cui i contenuti sono stati presentati hanno reso il webinar facilmente fruibile anche per chi è ancora in formazione (e anche per che magari non è particolarmente informato al riguardo), favorendo una maggiore comprensione delle evidenze scientifiche discusse. Inoltre, la disponibilità delle relatrici a condividere i materiali ha consentito di riconsultare i contenuti in un secondo momento, permettendo un approfondimento più consapevole dei temi trattati.
Nel complesso, il webinar ha messo in evidenza quanto la formazione continua e il confronto con contesti internazionali siano importanti per sviluppare una comprensione più critica e consapevole di fenomeni complessi come, in questo caso, la violenza domestica.
di Sara Corti (tirocinante psicologia)
